Come affrontare un colloquio di lavoro

Prepararsi e presentarsi al meglio e conquistare le aziende più interessanti

Carattere, stile e competenze sono tutti elementi indispensabili per affrontare con successo un colloquio di lavoro, ma ci sono anche tantissimi altri particolari che è utile curare se si vuole aumentare le proprie possibilità di successo: a cominciare da una attenta preparazione prima del colloquio stesso.

Come prepararsi per un colloquio, dal vivo e online

Già, come prepararsi a un colloquio di lavoro

Innanzitutto, occorre informarsi sull’azienda che si sta per incontrare, così da avere bene presente la storia, il carattere e le necessità della realtà lavorativa con la quale avremo a che fare. I modi per raccogliere informazioni sono innumerevoli: leggere attentamente il sito web, seguire gli aggiornamenti sui canali social dell’azienda, verificare la presenza di articoli o approfondimenti su giornali locali o di settore. Una buona conoscenza del contesto aiuta a muoversi meglio durante il colloquio ma anche a evitare inaspettate cadute di stile o pericolosi fraintendimenti.

Altro aspetto importante è ipotizzare delle domande da fare agli intervistatori, così da acquisire importanti informazioni sul potenziale datore di lavoro e da colpire gli interlocutori con dinamismo e attenzione: dalle sfide proprie del ruolo per cui si è candidati agli obiettivi prefissati, dall’evoluzione della realtà aziendale alla cultura del brand, chiedere significa dimostrare interesse e poter poi valutare al meglio l’offerta.

Come vestirsi e come presentarsi a un colloquio di lavoro

Altro suggerimento importante è fare attenzione a come ci si veste: presentarsi al meglio, significa anche vestirsi in modo adeguato rispetto al contesto aziendale. Evitare di scegliere la prima cosa in cui si incappa aprendo l’armadio è una buona pratica da rispettare.

Curare nei dettagli l’abbigliamento aiuta a presentarsi al meglio: a seconda della tipologia di azienda, della posizione e del proprio carattere, ci si può orientare verso uno stile più formale o qualcosa di più sportivo. In generale, sarebbe bene prediligere uno stile classico ma non troppo serioso, con colori neutri e accessori mai troppo vistosi, presentarsi in ordine ma con un tocco casual, così da agevolare il dialogo.

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Cosa dire e cosa non dire durante il colloquio di lavoro

Appunto, il dialogo. Per rendersi interessanti agli occhi di HR e recruiter è importante raccontarsi nel migliore dei modi, rispondere puntualmente alle domande ma anche farne di proprie, evitando argomenti potenzialmente dannosi per la propria immagine o la propria posizione.

Andiamo con ordine: risposte precise e circostanziate aiutano chi deve valutare un profilo a inquadrarne competenze, attitudine e approccio. È importante mantenere il focus sulle richieste principali, divagando solo quando si ha qualcosa in più da dire, approfondendo il tema principale e offrendo così una visione più completa agli intervistatori. Meglio evitare di perdere tempo in lunghe digressioni ricche di opinioni personali e poco attinenti al quesito iniziale.

Fare domande, per i candidati, è invece un modo di scoprire qualcosa in più sull’azienda e sul loro possibile futuro all’interno dell’organizzazione, oltre che per dimostrare presenza e interesse. È fondamentale comprendere bene se il proprio profilo è in linea con l’azienda, quali sono le responsabilità, le evoluzioni e le peculiarità richieste dal ruolo e quali i risultati attesi. 

Tra le cose da non chiedere, invece, vi è sicuramente la motivazione per cui si è stati convocati a colloquio. Meglio evitare, almeno alle prime battute, di parlare di benefit o extra, attendendo che siano i recruiter a entrare nei dettagli oppure chiedendo lumi in una fase più avanzata.

Assolutamente inutili e controproducenti sono le critiche ai precedenti gestori di lavoro e prese di posizione troppo nette su questioni non operative: meglio ascoltare il parere dell’azienda e poi valutare personalmente il da farsi.

Cosa fare dopo il colloquio di lavoro

Ci si è preparati, si è svolto il colloquio di lavoro al meglio delle proprie potenzialità: cosa fare, poi? 

Uno degli aspetti più importanti (e meno considerati) del processo di selezione, da parte dei candidati, è il mantenimento del dialogo con l’azienda che li ha chiamati per un primo incontro. 

Valorizzarsi e distinguersi significa anche saper coltivare le relazioni, parlare apertamente con l’organizzazione incontrata: dopo il colloquio è opportuno inviare una email in cui si ringrazia dell’opportunità e del tempo dedicato, chiedendo lumi su una eventuale seconda fase e rimarcando la propria disponibilità a un nuovo incontro. Qualora il percorso di recruiting fosse in fase avanzata, è possibile anche telefonare all’HR di riferimento per chiedere aggiornamenti.

Insomma, coinvolgimento e professionalità non terminano alla fine del primo colloquio, ma vanno rimarcati anche in seguito. In questo modo, aumentano le possibilità di successo.

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