Benefit aziendali, un mondo da scoprire e da capire

Sono al centro delle politiche di recruiting e benessere d’impresa, ma spesso poco conosciuti

Premiare l’operato dei dipendenti con vantaggi esclusivi aiuta a valorizzare il lavoro svolto, a rendere appetibile una posizione e a consolidare il livello di benessere all’interno di un’azienda. Uno dei modi attraverso cui riconoscere l’importanza delle persone impiegate è quello dei benefit aziendali.

Cosa sono i benefit aziendali e perché sono importanti

Si definiscono benefit aziendali tutti quei beni e quei servizi offerti ai dipendenti dal datore di lavoro, fuori dalla busta paga. Si tratta perciò di un extra compenso non monetario, che mira a implementare lo stipendio con interventi in grado di migliorare la qualità della vita del lavoratore, all’interno e all’esterno della realtà aziendale, migliorando anche il benessere organizzativo aziendale

Dall’orario flessibile a particolari eventi aggregativi, dalla formazione aggiuntiva realizzata con un piano di formazione aziendale al sostegno famigliare, questi beni e servizi sono pensati per incrementare il benessere della persona, migliorare il clima lavorativo, fidelizzare i lavoratori.

I benefit aziendali sono importanti  sia nella costruzione dell’immagine dell’impresa che nelle dinamiche di gestione del personale: impattano infatti sia sul successo dei processi di recruiting, sia sul benessere dell’azienda e sulla sua produttività. Garantire benefit significa favorire la retention dei migliori talenti ed evitare il disperdersi di know how avanzato, magari a favore dei competitor; significa valorizzare i dipendenti, ovvero la risorsa principale per un’impresa.

Non a caso, secondo la Ranstad Employer Brand Reasearch 2021, i lavoratori cercano aziende capaci di offrire un buon equilibrio tra lavoro e vita privata (66% degli intervistati), un’atmosfera lavorativa piacevole (64%) e benefit aziendali (61%).

Differenza tra benefit e welfare aziendale

Spesso si fa confusione tra benefit e welfare aziendale. I primi rientrano nel complesso di azioni atte a favorire il benessere della persona impiegata, ma al concetto di sostegno e assistenza tipico dei piani di welfare (assistenza sanitaria agevolata, previdenza complementare ecc.) aggiungono iniziative a più ampio spettro.

Si tratta, insomma, di modi sinergici e complementari di prendersi cura dei dipendenti attraverso beni, servizi e politiche aziendali mirate ad agevolarne l’operato quotidiano e di conseguenza migliorare la produttività aziendale, ma anche la soddisfazione, il senso di appartenenza e la vita privata.

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Alcuni esempi di benefit aziendali

Non c’è un limite alla fantasia del comparto HR, quando si parla di benefit aziendali: le grandi organizzazioni tendono a prediligere momenti ricreativi comuni o individuali, dalle serate a tema sino a gite tra colleghi con le rispettive famiglie. Le PMI spesso si focalizzano su cura della salute e benefit per la famiglia, con sostegno allo studio dei figli, buoni spesa assortiti, screening medici e coperture sanitarie particolari.

Dalla palestra all’orario flessibile, dai piccoli viaggi a occasioni conviviali; dalle biblioteche alle auto aziendali, dai buoni pasto fino ai dispositivi tecnologici: non ci sono limiti quando si parla di benefit aziendali, quel che serve è però comprendere il reale valore dei vantaggi offerti e se vengono davvero apprezzati, così da soddisfare davvero i lavoratori.

I benefit aziendali più richiesti

Se, quando si parla di benefit, le imprese hanno una miriade di possibilità, quali sono quelli più apprezzati dai lavoratori italiani?

Secondo gli ultimi sondaggi di settore, al primo posto ci sono i premi immediati in busta paga, bramati dal 36% dei dipendenti, che in questo modo hanno a disposizione un extra da gestire nel modo che ritengono più consono, senza restrizioni.

Al secondo posto vi sono invece i buoni pasto, richiesti dal 30% dei lavoratori: si tratta di un benefit di successo ormai da decenni che, grazie alla tassazione quasi nulla e alla possibilità di essere spesi anche nei supermercati, si rivelano uno strumento eccellente per rimpolpare la busta paga e il potere d’acquisto, senza appesantire le casse aziendali.

Chiudono il podio dei benefit preferiti i bonus a lungo termine, ideali per il 24% dei lavoratori, che gradirebbero un piano di incentivi economici che li gratifichi al raggiungimento di traguardi prestabiliti.

Buoni riscontri raccolgono anche i piani di assicurazione medica e le mense aziendali, graditi al 23% dei dipendenti, così come i benefit finanziari come i fondi pensioni e le assicurazioni sulla vita (22%).

Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti: HR e recruiter devono solo organizzarsi e valutare quali benefit aziendale inserire nei loro processi, a beneficio di tutti: impresa e lavoratori.

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